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Archivio Racconti di Vincenzo Valenziano

Archivio Racconti di Vincenzo Valenziano

1) Titolo : VIAGGIO DI NOZZE CON MARINA BERLUSCONI.

Così mi sposai con Marina, decidemmo il nostro viaggio di nozze è prendemmo subito la nave da crociera, durante il viaggio ci incrociammo con una piccola Isola piena di Pinguini che ha loro volta ci salutarono, dietro la nave da crociera ci accompagnavano i Delfini e i Gabbiani sorvolavano su' di noi cantandoci le loro canzoni, davanti alla nave da crociera due Balene ci facevano da guida, da lontano s' intravedevano montagne di ghiaccio e Orsi bianchi gioiosi del nostro arrivo, era bellissima quell' acquila che scendeva ha picco verso di noi per prendersi un manitozzo di pane, quelle pinne di Squali che spumeggiavano sul fil del mar animando delle scie schiumose è serpendose , poi avvistammo la Statua della Liberta' è capimmo di essere arrivati in America !. I marinai ancorarono la nave da crociera, ma io e Marina decidemmo di non scendere così salutammo l' America, arrivo' sera, io e Marina eravamo soli sulla nave, calo' la nebbia il mare non si vedeva con tutte quelle nubi di nebbia mi sembrava di essere in Paradiso. Alzammo il capo verso il Cielo, avvistammo due Angeli semiseduti su' una nuvoletta di nebbia con  due violini e ci suonarono una serenata, la Luna illuminava le nuvole di nebbia, due stelle si scontrarono trasformandosi in milioni di stelline che cascavano ha pioggia sulla Terra, era proprio il nostro viaggio di nozze !.

2) Titolo : FATINA AZZURRA.

La mia fatina azzurra viveva in cima ad una montagna, io ero un cactus che viveva in mezzo al deserto è mi trasformai da uomo a cactus per sopravvivere, un serpente si rifugio' sotto le mie radici, è mi disse : sono la colomba bianca della fatina azzurra è per portarti in dono il suo messaggio mi sono trasformato in un serpente, la fatina sta' morendo è vorrebbe rivederti. Così io è il serpente ci trasformammo in acquile per attraversare tutto il deserto ed arrivare fino al mare. Mentre sorvolavo il cielo mi venne fame e intravidi da lontano un cobra, così mi buttai in picchiata su' di lui catturandolo è dividendo il pasto con l' amica acquila, poi riprendemmo il volo , giunti alla riva del mare, io e l' amichetta acquila ci trasformammo in campidoglio per affrontare il lunghissimo viaggio e fame, nel tragitto per evitare i pescatori scendemmo a mille piedi di profondita' , era buio ma le meduse illuminate da raggi di sole, ci segnalavano la strada , dopo quattro giorni di viaggio risalimmo in superfice per immagazzinare ossigeno, una nave da crociera ci suonarono per salutarci, poi riprendemmo l' immersione , nell' immergermi al profondo del mar intravidi un' isola di coralli sommersa nel mare, i polipi ci salutarono cambiando il loro colore, le cicale marine si ancorarono sulle nostre pinne per nutrirsi si parassiti, dopo sei giorni di navigazione intravidi un' isola così decisi di sostarci e riposarci, arrivati a riva ci trasformammo in pinguini , così potemmo camminare anche sugli scogli , dall' isola mancavano una cinquantina di chilometri per arrivare in INGHILTERRA , così ci trasformammo in cicogne, dopo otto ore di volo arrivammo in INGHILTERRA , la zona era boscosa e ci trasformammo in pantere per essere veloci a sfuggire ad eventuali predatori, fuori la foresta s' intravedevano le mura del castello della fatina azzurra ed il suo balcone della sua camera da letto, così mi trasformai in una giraffa è salutai la colomba bianca, saltai è mi arrampicai alla finestra, poi mi trasformai in mè stesso e mi misi a letto con la fatina azzurra che dormiva profondamente, quando si sveglio' mi sorrise è mi abbraccio' piangendo dalla gioia di rivedermi, tutto cio' sembrava un sogno !.

3) Titolo : PINOCCHIO.

Ero l' unico burrattino di legno che parlava è mi cresceva il naso quando dicevo le bugie. Poi la Fatina mi fece diventare di carne e ossa. Non mi andava di studiare , gli amici di scuola mi prendevano in giro, il mio miglior amico era Lucignolo che trasgrediva ogni regola di vita ed io mi divertivo un sacco con lui, la mia vita senza la Fatina era spenta, volevo tornare ad essere un burattino, ormai mio padre Geppetto è la Fatina erano morti, Lucignolo era il mio miglior amico, poi non lo' piu' rivisto, una mattina mi svegliai sotto un albero di quercia, un raggio di Sole mi accecava gli occhi, quando ad un certo punto apparve il Grillo è mi disse : Pinocchio sono sicuro che senza Geppetto è la Fatina sei abbattuto, ed io gli risposi : fammi ritornare di legno ! così chiusi gli occhi e li riaprì ed ero ritornato di legno, poi di colpo cambio' il tempo e si scateno' un forte temporale di cui fui avvolto dal fango è foglie così svenni, mi trascinarono per qualche chilometro di distanza dall' albero della quercia , mi risvegliai sommerso dal fango è foglie ed intravidi una ragazza vestita di rosso con il cappuccetto rosso che mi prese in braccio è mi porto' nella sua casa vicino al suo caminetto per adermi sul fuoco, poi chiuse la porta ed io tossì , lei disse : chi c'è in casa? , ed io risposi : sono Pinocchio,  lei : io sono Cappuccetto rosso , questa e la mia casa ereditata da mia nonna !, così nel frattempo Cappuccetto rosso mi ripulì dal fango è foglie ed evito' di buttarmi sul fuoco, poi si allontano' per prendere l' acqua ed io ritornai in carne ed ossa, lei si giro' con la brocca dell' acqua in mano è disse : se vuoi potrai rimanere tutto il tempo che vorrai a casa mia ! così dopo la cena mi colicai con lei è vivemmo felici e contenti !.

4) Titolo : COSì COM' ERI.

I tuoi capelli sembravano delle scie di lava vulcanica, nei tuoi occhi vedevo il cielo, le tue labbra avevano il color delle more, il tuo seno mi faceva rimanere incantato, il tuo fisico snello a mozza fiato, ma non capisco perchè sfiguravi la tua bellezza naturale con il trucco, mi piaci così come sei, andando al lavoro penso a tè, anche sè tante colleghe di lavoro sono altrettando carine e non mi passa minimamente dalla capoccia di corteggiarle, sono innammorato e cotto di tè, sei riuscita a stregare il mio cuor, le tue parole si assomigliano ad una serenata i tuoi rimproveri ad una cantilena, la tua bellezza esteriore ed interiore mi fa' ingelosire, il fatto che gli altri uomini ti mangiano con gli occhi, che ti parlano e che ti corteggiano, ma oggi sei mia moglie ed il tuo affetto parla chiaro nei miei riguardi, sul balcone della nostra camera da letto una Colomba di color rosa mi annuncio' che aspetti un figlio !, sono veramente felice della notizia, dormivi sul letto fatto di mimose con il cuscino fatto di petali di rose gialle è abbracciavi nostro figlio come sè fosse un gattino, tutto cio' era il regalo piu' grande che potevo ricevere dalla mia vita stessa !.

5) Titolo : ASPETTANDO L' ALBA.

Ero in mezzo alla foresta era sempre quasi buio, filtrava ha mala pena un raggio di Sole di giorno è di notte un filo di luce Lunare, dove camminavo c' erano pericoli di ogni tipo, mi sembrava un tunnel senza via d' uscita, ma di colpo misi il piede su' un mazzo di frasche secche è precipitai in un burrone, meno male non mi feci male ma fu' anche una mezza salvezza perchè riuscì ad uscire dalla foresta, intravidi una cascata gigantesca è dove ero situato era l' unica strada di uscita dalla cascata, con le piume di un' Acquila è c' era di Api , riuscì a costruire due ali per mè per volare ed oltreppassare la cascata, così mi buttai in picchiata volando come se fossi un' Acquila, il calore del Sole sciolse la c' era d' Api , cos' persi quota è precipitai nel cuore della cascata è svenni, quando mi risvegliai vidi un' Orsa bianca con gli orsetti e mi leccava la guancia sinistra, così capì che ero stato tratto in salvo dall' Orsa bianca è mi trattava come sè fossi un suo orsetto, mi alzai e la ringraziai e lei mi offrì del pesce appena pescato, così la salutai e mi imbarcai su' una zattera situata al bordo del fiume, arrivai fino al mar, abbandonai la zattera ormai era sera è mi misi a dormire in un nido di Tartarughe evitando di schiacciare le uova, nelle prime ore dell' alba le uova si schiusero così fui svegliato e vidi le piccole tartarughette dirigersi verso il mare, io dovevo raggiungere l' isola che distava una ventina di chilometri dalla riva, non avendo mezzi chiesi un passaggio ad un Delfino che subito mi offrì il suo passaggio fino all' isola, così salutai il Delfino, arrivo' l' alba e quando vidi la mia principessa corsi verso di lei abbracciandola facendola giraresu' sè stessa e gli promisi che non mi sarei piu' allontanato da lei !.

6) Titolo : ROSE ROSSE PER MINA.

Ero al porto vicino al faro che illuminava le barche ancorate, pensavo di potermi incontrare con Mina , per dirgli Ti Amo, il mare era agitato rimasi una settimana giorno e notte vicino al faro del porto , la notte era illuminata dalla Luna, che mi sorrideva, cascarono due stelle in mezzo al mar, udì il tonfo dell' impatto delle stelle in mezzo al mar, subito dopo una cascata di nebbia bianca che si dirigeva verso di mè, una nuvola calo' a picco come se fosse un tappeto volante, fino alla mia altezza, così io salì sulla nuvoletta che subito dopo ci mettemmo in viaggio alla ricerca dell' isola di Mina, mentre sorvolavo l' Oceano arrivo' l' alba, il Sole mi guardo' è con un raggio di Sole mi segno' il tragitto per arrivare sull' Isola della mia adorabile Mina, intravidi una Cicogna che ci stava per tagliare la strada, quando raggiunsi la Cicogna lei mi offrì la sua pesca appena pescata, ed io la ringraziai dandoli un bacio sul becco, così lei mi fece l' occhiolino è si tuffo' verso il mar per una nuova pesca, intravidi un' isoletta così decisi di atterrare per riposarmi tutta la notte, atterrammo sull' isola invasa dalle rose rosse è profumate, mi feci un letto con i petali delle rose rosse è carnose, così la mia nuvoletta rimase incastrata tra le spine delle rose stesse, il polline delle rose rosse mi faceva starnutire tanto da far inpollinare le altre rose rosse, il Cielo quella notte era di color rossastro con sfumature di color arancio. La mattina seguente un' Ape mi sveglio' è mi diede il suo miele appena raccolto, ed io lo mangiai tutto, poi raccolsi un cesto di rose rosse è li posai sulla nuvoletta, così salì sulla nuvoletta e riprendemmo il nostro cammino verso l' isola di Mina, mentre eravamo in cammino uno stormo di Rondini davanti ha noi cmsembrava una enorme nuvola vulcanica, poi di colpo si trasformo' in una pista di atterraggio dalla nuvoletta all' isoletta, piu' ci avvicinavamo piu' la nuvoletta scompariva dai miei piedi fino ad attraversare a capriole col cesto delle rose stretto tra le mie braccia, mi girai dietro di mè ma non si vedeva piu' la pista delle Rondini, una famiglia di Oche con il loro qua'-qua' , mi  facevano da guida verso la casa di Mina, che si trovava in mezzo agl' alberi di noce di Cocco all' altezza degli alberi di Banane , sospesa nell' aria, con rami di Palme gigantesche , con una corda salì ed arrivai fino all' ingresso della casa di Mina, preso dalla timidezza mi vergognavo di bussare alla sua porta, così lasciai il cesto delle rose rosse d' avanti alla sua porta fatta di canne di bambu', mentre scendevo con la corda a meta' strada uscì Mina, dicendomi .......................? ....! .

7) Titolo : CRISTOFORO COLOMBO.

Ero in mezzo all' Oceano con i miei marinai alla ricerca di nuovi territori, dopo una settimana di navigazione all' improvviso il mare cresceva davanti a noi, le onde che stavano arrivando erano altissime tanto da farci rimpiangere di essere il quel momento lì ad aspettare che il mare c' inghiottisse tutti, io e i marinai eravamo rassegnati alla nostra sorte, ci dispiaceva il fatto che le nostre mogli non ci avrebbero mai piu' visti ritornare alle nostre case, con le nostre scoperte, in quel momento sorvolavano una decina di Gabbiani di cui ci guardavano, così io urlai dicendo loro : che le nostre mogli e figli ci perdonino. arrivo' l' onda marina alta oltre trenta metri così fummo inghiottiti dal mare. Il mare stesso ci trasporto' con la mia barca è marinai in un isola sottomarina, sembrava un sogno era bellissima l' isola , alzai il capo è vidi il mare al posto del Cielo, i persci al posto delle stelle, i Polipi carichi di luce che illuminavano con lece socchiusa l' isola sottomarina, io e tutti i miei marinai eravamo contentissimi di essere ancora vivi. Ci sembrava di essere in paradiso, sognavamo di rivedere le nostre famiglie ormai erano passati due anni, in due anni riuscì ad imparare il linguaggio del pesce a spada, così chiesi l' aiuto del pesce a spada per farci uscire dall' atmosfera dell' isola sottomarina, accompagnandoci tutti a casa sani è salvi. Così otto pesci a spada perforarono l' atmosfera dell' isola sottomarina e noi ci aggrappammo alle loro pinne e loro ci riportarono in superfice, lì ci aspettavano otto Delfini , così ringraziammo i pesci a spada, i Delfini con tutta fretta partirono a razzi sul fil del mar e dopo arrivati a riva, accarezzammo i Delfini per ringraziarli del loro aiuto, così in ginocchia baciammo la nostra terra madre e giurammo di non lasciarla mai piu' !.

8) Titolo : L' ARCA DI NOE'.

Ero sulla spiaggia respiravo il profumo del mare ed ammiravo il color del Cielo , quando di colpo il Cielo si oscurì ed il Sole divenne di color arancione, i miei occhi rimasero incantati dallo splendore del colore, ma una voce dal Cielo mi diceva che avevo sei ore per imbarcarmi sulla nave, così corsi al villaggio mi feci dare una mano da alcuni amici trasportammo viveri e animali sulla nave, tolsi l' ancora è salpammo in mezzo al mar, il mare cresceva così tanto che la terra dietro di noi non si vedeva piu', i venti erano così forti da non poter direzionare la mia nave, guardavo il carico della nave è notai che mancavi tu', corsi sul ponte ed urlai corro a prenderti , così mi lanciai nel mare , una luce bianca mi fece da ponte dalla nave alla terra, corsi ed arrivai fino al villaggio semi distrutto è ti raccolsi sulle mie braccia, così ti portai di corsa sulla mia nave, dopo due mesi di navigazione arrivammo sani è salvi su' una nuova terra e lì ci costruimmo una nuova vita !.